Tra i pascoli d’alta quota dell’Abruzzo cresce una pianta dai grandi fiori gialli e dalla radice amarissima: la genziana. Da secoli è protagonista della cultura di montagna e oggi è l’anima di uno dei liquori più tipici della nostra regione. In questo articolo scopriamo cos’è la genziana, dove cresce, come veniva usata nella tradizione e come nasce il liquore di genziana.
Cos’è la genziana
Con il nome “genziana” si indicano molte specie del genere Gentiana. Quella usata per i liquori è la genziana maggiore (Gentiana lutea): una pianta perenne che può superare il metro di altezza, con foglie larghe e grandi fiori gialli che sbocciano in estate. La parte preziosa però è nascosta sotto terra: una radice grossa e carnosa, che cresce lentamente per molti anni.
Altre specie più piccole, come la genzianella dai fiori blu intenso o la genziana minore, sono belle da vedere nei prati di montagna ma non vengono usate per i liquori.
Perché la genziana è così amara
La radice di genziana contiene sostanze amare naturali, tra cui la genziopicrina e l’amarogentina, quest’ultima considerata una delle sostanze più amare in natura. È proprio questo amaro intenso, che si ammorbidisce con lo zucchero e il tempo, a dare al liquore il suo carattere inconfondibile.
Dove cresce: la genziana selvatica d’Abruzzo
La genziana maggiore vive nei pascoli e nelle radure di montagna, in genere sopra i mille metri, sulle Alpi e sull’Appennino. In Abruzzo è di casa sui massicci del Gran Sasso, della Majella e del Velino-Sirente, dove la tradizione della raccolta della radice si è tramandata per generazioni.
Oggi la genziana selvatica è una specie tutelata: la raccolta è regolata da leggi regionali e dai regolamenti dei parchi, e in molte aree è vietata o consentita solo con autorizzazione. Una radice impiega molti anni a crescere, e una raccolta indiscriminata metterebbe a rischio la pianta. Per questo, se la incontri in montagna, ammirala e lasciala dov’è.
La genziana nella tradizione
Pastori e montanari conoscevano bene la genziana. Nella tradizione popolare la radice veniva lasciata in infusione nel vino o nell’alcol, e il preparato amaro si offriva agli ospiti e si conservava in casa per le occasioni importanti. Le “proprietà” della genziana di cui si sente spesso parlare vengono da questa tradizione di erboristeria popolare.
Va detto con chiarezza: il liquore di genziana è una bevanda alcolica, da gustare con moderazione per il piacere del suo sapore, non un rimedio. Per qualsiasi uso della pianta a scopo salutistico è sempre bene rivolgersi a un medico o a un erborista.
Come nasce il liquore di genziana
Il liquore di genziana nasce dalla radice: una volta pulita ed essiccata, viene lasciata in infusione perché rilasci aromi e sostanze amare. Il liquido ottenuto viene poi addolcito e lasciato riposare, così che amaro e dolce trovino il loro equilibrio. Il risultato è un liquore dal colore ambrato-dorato, dal profumo terroso e aromatico e dal gusto che alterna dolcezza e una piacevole nota amara.
Ogni famiglia e ogni produttore ha la sua ricetta: più o meno dolce, più o meno intensa. È questo che rende la genziana abruzzese così varia e così legata al territorio.
Come si beve il liquore di genziana
- A fine pasto, liscio, in un bicchierino: è il modo più classico.
- Fresco: tenuto in frigorifero, il gusto amaro risulta più morbido.
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