Liquori tipici abruzzesi: guida ai sapori della tradizione

Bottiglie Minì da 200 ml di Genziana, Ratafia e Liquirizia su un ceppo di legno con foglie di quercia autunnali

L’Abruzzo è una terra di montagne, pascoli e vigneti, e i suoi liquori tipici raccontano proprio questo paesaggio: radici raccolte in alta quota, erbe della Majella, vino rosso e frutta. Molte di queste ricette sono nate nelle case, tramandate di famiglia in famiglia e servite a fine pasto o nei giorni di festa. In questa guida scopriamo i liquori abruzzesi più conosciuti, cosa li rende unici e come gustarli.

Genziana: il liquore delle montagne

La genziana è forse il liquore più legato alla montagna abruzzese. Si ottiene dalla radice della Gentiana lutea, una pianta dai grandi fiori gialli che cresce nei pascoli d’alta quota. La radice è amarissima e, lasciata in infusione, dona al liquore un gusto deciso, con note terrose e aromatiche e un equilibrio tra amaro e dolce. È il digestivo per eccellenza dopo un pranzo abbondante.

Per saperne di più leggi il nostro articolo sulla storia e le proprietà della genziana, oppure assaggia la Genziana Minì.

Ratafia: il liquore a base di vino

La ratafia è uno dei liquori più amati della tradizione abruzzese. Nasce dall’incontro tra il vino rosso, tradizionalmente il Montepulciano d’Abruzzo, e la frutta, in particolare le amarene. Il risultato è un liquore dal colore rubino, dolce e vellutato, con profumi di frutti maturi. Si beve a fine pasto, accompagnato da dolci secchi, ed è un classico delle feste.

Abbiamo raccontato la sua storia nell’articolo Ratafia: cos’è, storia e come si beve. Puoi trovare la nostra versione nella pagina della Ratafia Minì.

Liquirizia: dolce e intensa

In Abruzzo la liquirizia ha una lunga storia, soprattutto nella zona di Atri, dove la lavorazione della radice è una tradizione secolare. Il liquore alla liquirizia è scuro, dolce e avvolgente, con il gusto inconfondibile della radice. Si serve freddo, da solo o versato sul gelato.

Leggi il nostro viaggio alla scoperta della liquirizia e scopri il liquore alla liquirizia Minì.

Centerba: le erbe della Majella

La centerba, o centerbe, è il liquore abruzzese più forte: la sua gradazione si aggira intorno ai 70 gradi. Si prepara con l’infusione di numerose erbe aromatiche di montagna, come menta, salvia e timo, e ha un caratteristico colore verde. È legata soprattutto a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, dove la produzione è documentata dall’Ottocento. Va bevuta con moderazione, in piccole quantità, ed era usata un tempo anche come rimedio casalingo.

Aurum: il liquore dorato di Pescara

L’Aurum è un liquore all’arancia nato a Pescara negli anni Venti del Novecento, a base di brandy e agrumi. Il nome fu suggerito da Gabriele D’Annunzio e gioca tra le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia). Si abbina tradizionalmente al parrozzo, il dolce tipico pescarese.

Nocino e liquori fatti in casa

Accanto ai liquori più famosi, in molte case abruzzesi si preparano ancora il nocino, con le noci verdi raccolte a fine giugno, e altri liquori di frutta ed erbe. Ogni famiglia ha la sua ricetta, ed è proprio questa varietà a rendere così ricca la tradizione liquoristica della regione.

Come si bevono i liquori abruzzesi

Quasi tutti i liquori tipici abruzzesi nascono come digestivi, da servire a fine pasto in piccoli bicchieri. Genziana, liquirizia e centerba danno il meglio freddi; la ratafia si gusta anche a temperatura ambiente, magari con biscotti secchi o dolci della tradizione. Sono anche ottimi ingredienti per dolci, gelati e cocktail.

Un assaggio d’Abruzzo da Pacentro

Da Pacentro, borgo medievale ai piedi della Majella, Liquori Minì porta avanti questa tradizione con Genziana, Ratafia e Liquirizia. Se vuoi assaggiarli tutti, il Tris d’Abruzzo li riunisce in un’unica confezione, perfetta anche come regalo. Cerchi altre idee? Leggi i nostri consigli per i regali di Natale abruzzesi.

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